Estrima Birò, uno scooter con qualcosa in più!
Giovane, dinamica, al passo coi tempi: Estrima, spinoff di Brieda, è l'azienda che ha creato Birò, la vetturetta elettrica dal design semplice ed allegro che ha già conquistato le amministrazioni pubbliche ed oltre 10 rivenditori stranieri.
Cos'è?
Alla Estrima sostengono che le quattro ruote possono indurre in errore. Birò non è un'automobile con qualcosa in meno, ma uno scooter con qualcosa in più. Per comprendere cosa significa dobbiamo capire chi sono i suoi competitors: Bmw C1 avrebbe potuto far parte di questi se l'azienda di Monaco avesse continuato lo sviluppo del primo scooter con il tetto della storia. Adiva AD è più agile ma non può contare sulla stabilità data dalle quattro ruote. Piaggio NT3: Maggiore abitabilità, motore ibrido ma il prezzo è alto. Ducati Energia Free Duck: poco conosciuto, anch'esso spinto da due motoruote brushless non può contare sulle solide portiere in policarbonato che adotta invece la vettura pordenonese. Dal 2012 Birò dovrà vedersela anche con Twizy, minicar elettrica di Renault le cui prestazioni sono un gradino al di sopra di tutti i veicoli elettrici urbani finora in commercio. Saranno tuttavia maggiori anche gli ingombri di questa vetturetta francese dal design futuribile. Insomma Birò si è creata la sua nicchia e si gode la solitudine nel mercato.
Com'è e come va?
Lo spazio a disposizione è tanto. Esternamente esistono due vani con serratura, uno nella parte anteriore di 2,8L, di non immediata accessibilità, per quelle cose che si utilizzano raramente come i documenti della vettura. Sollevando la vaschetta all'interno del vano si ha facile accesso alle parti meccaniche del veicolo, per una veloce manutenzione. Un altro vano in cui stivare 41,8 L si trova nella parte posteriore tra le due motoruote, ideale per una piccola spesa. L'ultimo, il più comodo, è quello a cui si accede ribaltando gli schienali dei due sedili; 41,5 L per poter conservare l'ombrello e una borsa. Svuotare le tasche da portafogli e cellulare non è un problema grazie al pozzetto a sinistra della strumentazione, sagomato per accogliere una bottiglietta d'acqua, indispensabile in Agosto visto che gran parte della superficie della vettura è trasparente.
La posizione di guida è abbastanza comoda e non ci sono cinture di sicurezza, disponibili come optional ma non obbligatorie per questo tipo di veicoli. Il sedile, una panchetta posizionata sopra le batterie, è diviso in due e non ci sono regolazioni disponibili. I comandi sono intuitivi ma il devioluci mi ha dato l'impressione di non essere robusto e, una volta azionato, il comando dell'indicatore di direzione, non rientra automaticamente.
Il volante, con la posizione del piantone quasi verticale, è comodo da utilizzare anche senza regolazioni e restituisce un buon feeling con le ruote anteriori. Il comando dell'acceleratore è ben tarato e la sensazione di essere in un'auto vera porta a voler spingere Birò ben oltre i 45 km/h previsti dal codice della strada usando spesso il boost, una levetta che aumenta la potenza del veicolo per 20 secondi, un overtake button che ne migliora l'accelerazione ma non la velocità di punta.
Birò non sembra avere problemi di ribaltamento grazie al suo baricentro molto basso, ma se dovesse capitare, la struttura in acciaio da 3 mm frutto dell'esperienza di Brieda nella realizzazione di cabine per macchine agricole, garantirebbe alti standard di sicurezza.
La frenata, sicura e ben bilanciata, permette di effettuare manovre di emergenza in totale sicurezza, nonostante l'assenza di ABS e servofreno. Le molle però sono rigide ed i dossi artificiali si sentono troppo. Buona la tenuta nonostante i cerchi dal 13 calzino pneumatici da scooter con impronta a terra decisamente ridotta.
Infine l'autonomia: adeguata. Grazie alle batterie al piombo-gel, Estrima dichiara 70 km a 20°C, più che sufficienti per un veicolo che non ha la pretesa di uscire dal centro urbano.
 
A chi ed a cosa serve?
Un buon mezzo urbano, facilissimo da parcheggiare, con prestazioni accettabili purché si usi spesso il boost. Si guida bene e ci si prende subito la mano, proprio come avviene con uno scooter al quale vuole essere paragonato. Costa come quest'ultimo e consuma meno, ha un tetto e spazio in abbondanza, non inquina. Le amministrazioni comunali hanno un'ottima alternativa per tenere le auto fuori dai centri urbani.
Alberto Favaro