In tutto è ipotizzabile quantificare in due/tremila gli esemplari prodotti in Italia delle varie buggies tra la fine degli anni 60 e la metà dei 70. In America, invece, dove c'è ancora un grande fervore attorno a queste vetture ed una ingente ed economico commercio di accessori, si calcola che siano state prodotte oltre 250.000 dune

La ditta Automirage di Bologna costituitasi nei primi anni '70, fù una delle più prolifiche aziende del settore grazie ai prezzi concorrenziali. Il modello di punta dell'Automirage di Bologna era il "Mirage", una dune buggy molto simile alla Manx fornita anche con hard top o capote in tela a £. 1.430.000; a richiesta si potevano avere i cerchi larghi in lega leggera, la marmitta cromata, i fari antinebbia, il riscaldamento e la vernice madreperlata. Nel 1974 la Casa presentò due nuovi modelli denominati "Pirana" e "Moon Buggy"; la prima, specie nel frontale carenato, si ispirava molto alla Porsche 911 mentre la seconda, con i fari rettangolari e spigoli accentuati sembrava una navicella spaziale.

Quest'ultima, data la particolare versatilità, equipaggiato di un motore potenziato rispetto agli altri modelli della casa (2200 cc Porsche) fu addirittura usata come veicolo antincendio in alcuni autodromi italiani. Il costo di questi modelli era rispettivamente di £. 1.490.000 e £. 1.680.000.
Il marchio "All Cars", divenuta poi "Autozodiaco", di Pianoro (BO) fu protagonista di un'ampia produzione e di una lunga serie di modelli, presentata anch'essa al Salone di Torino 1969, la Buggy di questa casa bolognese era derivata dall'americana "Deserter" della DAC della quale conservava anche il nome. La linea era dunque quella delle più classiche dune buggies americane con ruote parzialmente coperte, frontale arrotondato, fari esterni, parte posteriore non carenata con motore scoperto e scarichi enormi. Numerosa la lista degli optional come cerchi ruota larghi, capote, hardtop, freni posteriori sdoppiati, impianto di riscaldamento, verniciatura madreperlata. La carrozzeria era fissata al pianale mediante 24 bulloni con un peso complessivo di 541 kg. Più tardi fu disponibile anche con meccanica nuova di fabbrica al costo variabile da £. 1.298.000 a £ 1.420.000 a seconda dei componenti, o da 3.420.000 a 1.064.000 in kit. Nel 1972, quando erano state costruite già 700 Deserter, fu presentata la "Damaca", una Dune Buggy sportiva a due posti di aspetto più automobilistico, nata dal disegno di Tom Tjaarda e vagamente ispirata, specie nella parte posteriore pinnata, alla Pantera della De Tommaso, dotata di motore 1500 o 1600 cc al costo di £. 1.798.000.
Altro modello sportivo della All Cars fu la "Squalo" con frontale aerodinamico simile al primo ma più sportivo e meglio rifinito al costo di £. 1.398.000. Sempre nel 1972 fu presentato il kit di trasformazione "California" per VW Maggiolino o Maggiolone, che ottenne un considerevole successo di mercato. Essa consisteva nell'adattamento Custom della classica Coccinella attraverso la sostituzione di cofani e parafanghi: anteriormente la vettura si presentava con parafanghi alti, tagliati e frontale modificato con cofano più corto che incorporava anche la fanaleria; nella parte posteriore il motore era lasciato completamente scoperto con gli enormi scarichi in vista;
completavano la personalizzazione i cerchi ruota larghi, la presa d'aria posteriore ed eventualmente sedili anteriori anatomici, volante sportivo e contagiri. Una lunga lista di accessori, da pagare a parte, comprendeva paraurti cromati, capote, riscaldamento, vernice madreperlata, cerchi in lega. Ultima proposta della All Cars fu la "Kirby" che aveva un pianale di specifica progettazione e meccanica Skoda 1000 e 1100: la carrozzeria era di tipo classico con un'ampia presa d'aria frontale; fu annunciato un prezzo di £. 1.300.000 con meccanica nuova. Sempre della stessa casa era interessante un ingegnoso cingolo da applicare alle ruote posteriori delle Buggy per la marcia sulla neve.
La ditta ATLdi mandello del Lario (CO), nei primi anni '70 inizia a produrre il modello Sportster con carrozzeria in lamiera, in seguito uscirà il modello Mach 1. Il modello che farà piu successo però, sarà l'Explorer 2, con carrozzeria in vetroresina, la linea è quella classica che ricorda la Meyer Manx americana, tale modello adotta i fanalini posteriori provenienti dalla NSU prinz, monta un impianto di scarico inedito in Italia, completa anche la strumentazione e ottime finiture interne, il Buggy viene venduto con meccanica VW di rotazione. Nel 1971 veniva venduta ad un prezzo interessante di circa 1.380.000 lire optionals compresi.
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Si ringrazia Roberto del sito www.dunebuggy.it per il materiale e la grande passione profusa nella spiegazione tecnica di questi veicoli.
COSTRUTTORI
Il quattro cilindri boxer, la cui cilindrata salì, col tempo, da 1100 a 1500 cc, era costituito da un monoblocco in ghisa con testate in lega leggera. La distribuzione prevedeva un asse a camme centrale disposto sotto l'albero a gomiti, che azionava, tramite aste e bilancieri, le valvole parallele e allineate. Rimase un tipico "corsa corta" (cioè con alesaggio superiore alla corsa) e la bassa velocità media dei pistoni spiega in parte la sua robustezza. L'albero a gomiti, poggiante su tre supporti di banco, era in acciaio al manganese, temperato nei punti di maggiore sollecitazione. L'alimentazione veniva fornita da un carburatore invertito. Il raffreddamento ad aria forzata era un'altra prerogativa del Maggiolino e comprendeva una grande ventola verticale azionata da una cinghia trapezoidale collegata all'albero motore, che "soffiava" sino a 500 litri d'aria al secondo e il cui flusso veniva regolato da un termostato.
Ercole Zuccoli di Mandello del Lario commercializzò in piccola serie la "Empi Sportster" americana dalla linea robusta e squadrata. La vettura apparve subito particolarmente interessante trattandosi di vere e proprie dune-buggies americane, precisamente, costruite su disegni originali con meccaniche revisionate, carrozzeria aperta a 4 posti, passo 2,10 m, peso 595 kg. La vettura era comoda con una linea molto piacevole e buone prestazioni.