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L’Alphax
Firefly nasce nel 1992 dalla creatività di David Golightly
e fin dall’inizio è evidente che questa piccola
vettura, basata sulla Fiat Panda avrebbe avuto un discreto
successo. E’ stata messa a dura prova da tutte le maggiori
testate inglesi sulle kitcars e tutte ne tessono le lodi.
Dopo la sua prima presentazione ed introduzione nel mercato
tuttavia Onyx sviluppa un’auto più grande su
base Fiat Uno. Nasce così la Firecat che, per molti
anni, mette in ombra la Firefly. |
L’Alphax
è l’attuale proprietario del progetto che ha
reintrodotto Firefly non solo nel mercato inglese ma soprattutto
in quello europeo. Con la sua sede in Olanda esso può
facilmente fornire sia il mercato britannico che quello continentale,
Italia inclusa.
Questa vettura usa una sola donor car per il suo assemblaggio,
tutte le parti di cui si necessita possono essere prelevate
da una Fiat Panda post ’89 e montate sul telaio appositamente
progettato. Esso è composto da tubi di acciaio da 25
e 50 mm e da lamierati dello spessore di 2 mm. La composizione
ed il design unico conferiscono telaio di questa piccola roadster
un’alta rigidità torsionale ed un buon handling.
Tutto è fissato direttamente allo chassis permettendo
di testare la macchina senza nessun pezzo della carrozzeria
montato. |
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La
costruzione della Firefly è abbastanza semplice, il
telaio è preparato per accogliere in modo semplice
le componenti della Panda. Motore e cambio possono essere
montati sugli attacchi originali. L’assale posteriore
si monta facilmente e le sospensioni anteriori non richiedono
particolari attrezzi. Solo l’impianto elettrico e quello
frenante necessitano di essere leggermente modificati. La
carrozzeria è un composto di poliestere e fibra di
vetro ed è finita con gel coat prima di essere verniciata.
Ci sono oltre 15 pezzi nel kit che include il rivestimento
della parte interna delle portiere. Tutte le parti della carrozzeria
sono attaccate in punti del telaio che non subisce stress
così non ci sono deformazioni o rotture dopo il primo
test e le prime curve. La finitura degli interni e della plancia
è lasciata al costruttore finale. I sedili della Panda
sono troppo grandi e pesanti per questa vettura. Chi compra
questo kit monta di solito sedili sportivi aftermarket e lo
stesso vale per la plancia e la strumentazione. La ragione
di questo è nel proceso di costruzione.
Quando si costruisce una Firefly ci si comincia talmente a
divertire che si scopre di voler continuare ancora, allora
si prova a cambiare qualcosa e ad aggiungere qualcosaltro
frutto del proprio ingegno. Quando si arriva agli interni,
l’ultima parte della costruzione, si vuol dimostrare
cosa si è imparato e cosa si riesce a fare, così
si aggiunge un tocco di personalità aquesta simpatica
vettura. Poiché il kit è così completo
e la donor car fornisce tutte le parti di cui si necessita,
la costruzione della Firefly può essere fatta a costi
esigui. Si può costruirla da soli, tenendo un po’
sott’occhio le spese, per meno di 4mila €. |
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Firefly
necessita di superare il test britannico SVA. Il Single Vehicle
Approval è un test di alta qualità che si assicura
che l’auto sia ben costruita e sicura per circolare
su strade pubbliche. Dopo questa registrazione l’auto
può essere importata ed omologata in tutta l’Unione
Europea.
Firefly è un vero divertimento, le sue piccole dimensioni
ed il buon handling le fanno avere un’elevata percorrenza
di curva ed un’ottima accellerazione, sguscia tra il
traffico cittadino ed ha un buon comfort di guida nei percorsi
extraurbani. Per avere ulteriori
informazioni su questa simpatica kitcar si può contattare
direttamente Alphax tramite posta elettronica all’indirizzo:
info@alphax-kitcars.com o visitare il loro sito: http://www.alphax-kitcars.com/
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| Un
ringraziamento a Geert
Swaans per la sua collaborazione. |
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COSTRUTTORI |
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